giovedì 27 gennaio 2011

La cartapesta

Sono stata affascinata dalla carta per tutta la vita, ne adoro la consistenza, i colori e il profumo, ne apprezzo i mille usi, mi piace lavorarla.
Non c'è pezzo di carta in casa nostra che sfugga al mio discreto controllo (cerco di non dare troppo nell'occhio...) prima di finire nel sacchetto del riciclo, perché vedete ho una mia teoria: la carta ha 9 vite come i gatti, può essere usata e riusata tante volte, non va mai buttata se può essere ancora utile e lo potete vedere qui come stiano bene insieme carta e gatti, in effetti non riesco a tirar fuori un pezzo di carta senza che la mia gatta ci si accomodi sopra... e volte devo ingaggiare delle vere e proprie lotte per riuscire a riappropriarmi del maltolto!


Ho poi ricordi meravigliosi di pomeriggi invernali passati con mia nonna a fare piccole bambole di cartapesta, la frenesia nel tagliare le piccole strisce di carta di giornale, la colla, il pentolone e l'intruglio che piano piano come per magia prendeva forma e colore per diventare un oggetto finito...
Quando circa 10 anni fa ho visto questo libro in libreria non ho potuto resistere e l'ho trovato validissimo. Tutto quello che so l'ho imparato qui.



Ho iniziato così a fare ciotole di piccole e grandi dimensioni. Le più piccole hanno un diametro di 9 cm (possono essere utili sul comodino come portagioie), la misura successiva ha un diametro di 13-15 cm, quelle più grandi 25 cm.





Mi piace lasciarmi ispirare dai quattro elementi:












A volte  aggiungo un elemento estraneo: una carta carina, un pezzo di madreperla o elementi in rame.








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